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Palla in Tribuna
Palla in Tribuna· Mario Frongia·3 min di lettura

Cagliari al via tra incertezze e perplessità. A partire dalla cessione di Gaetano, reinventato regista e, pareva, futuro fulcro della squadra. In attesa di concretezza, un mercato al ribasso

Il Cagliari di Fabio Pisacane da mercoledì scorso è in ritiro. Trovano poco meno di 40 gradi ad Asseminello: l'antipasto prima di andare sul Tonale. Amichevoli con Samp e Modena, trofeo «Gigi Riva» l'8 agosto con il Nizza. Quindi Coppa Italia e prima di campionato intorno al 22 agosto, con la trasferta a Parma. A seguire, arriva l'Inter alla Domus.

Insomma, la giostra è in moto. E con la giostra e la ridda di voci e mezze voci - ma anche i sospiri, se giocati ad arte, provocano sussulti nel mondo di un pallone sempre meno gonfio - si cerca di capire quali siano le intenzioni del club.

Detto che l'abbastanza fortunoso bottino finale, 43 punti, dovrebbe suggerire maggiori attenzioni nel progetto futuro, la cornice societaria parla di giovani. Ma diventa poco credibile un percorso che, assieme agli under - meglio se di qualità - non sposi figure di esperienza e carisma.

Per dire, uno dei pilastri recenti, anche dalla panca, è stato Leo Pavoletti. Gli hanno indicato la porta dopo fumose suggestioni da dirigente o team manager. Intanto, rotto l'ennesimo accordo con il diesse Guido Angelozzi - avrebbe meritato un monumento! - è arrivato l'ex direttore sportivo della Samp, Pietro Accardi. Benvenuto!

Ma la serie A non ha mai fatto sconti: servono idee chiare, competenza, visione, progettualità. Andiamo oltre. O meglio, un passo indietro: la salvezza a due turni dalla fine, lo strike contro il Milan all'ultima, avrebbero dovuto indicare un maggior rispetto per i tifosi.

Invece, con il fondo speculativo americano che ha portato denari freschi, messi chissà dove, e la questione stadio ancora al palo, si deve scomodare Tomasi di Lampedusa, con il vetusto ma sempre attuale «cambiare tutto per non cambiare niente».

Le squadre di Cagliari e Como schierate a centrocampo prima del calcio d'inizio alla Domus
Una recente gara del Cagliari alla Domus

Un mercato evanescente. La conferma di Belotti - stipendio ridotto a circa seicentomila euro - come biscottino per la tifoseria, che ormai ha fatto il callo alle stravaganze di mercato e al business come stella polare della proprietà rossoblù.

Al Gallo - classe '93, ma deve riprendersi dalla rottura del crociato - ha fatto il paio la cessione di Gianluca Gaetano. Nei dettagli viene facile osservare che, dopo diciotto gare insignificanti, Prati - il «gioiello» della casa, pagato caro dal club e difeso nonostante risultati mediocri fino allo scorso mercato di gennaio, quando ha preso un volo per Torino con poche gioie - pareva aver avuto un degno sostituto.

La maglia da play per Gaetano, con i trombettieri di corte pronti ad esaltarne le nuove magie come fosse stato trovato un nuovo Pirlo, è stata definita rivoluzionaria. Premesso che, per gli osservatori terzi, deve lavorare ancora molto nella fase difensiva, la realtà è nitida: il napoletano, appena si sono sentiti gli aromi del denaro, è stato ceduto all'Atalanta. Buon per lui.

Ma il Cagliari? Ha preso Romano, centrocampista fresco di retrocessione in C con lo Spezia. Per la serie «giovani», è arrivato Akarakiri, classe 2007 proveniente dall'Everton, seconda serie inglese. E per tornare alla giostra, tra i nomi accostati in entrata al Cagliari ci sono Adzic, Vojvoda, Favasuli, Zanon, Maldini, Barbieri e Fazzini. Chi si aspetta il colpaccio dovrà aspettare.

In uscita potrebbero - dopo i mancati rinnovi di Kilicsoy, Mazzitelli, Folorunsho, Dossena, Sulemana e altri - salutare Mina, Zappa e Luvumbo, rientrato al Mallorca. Ma anche Esposito ha molti estimatori, senza scordare Caprile, un assegno circolare che, visto il dna presidenziale, potrebbe lasciare appena tintinnano i denari.

Insomma, un quadro abbastanza nebuloso. Ma non per questo meno consueto, anzi: con la tifoseria che ha legittimamente più di un punto interrogativo.