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Cagliari, i mezzi per fare bene ci sono

Le formazioni di Cagliari e Inter schierate a centrocampo alla Domus prima del fischio d'inizio, con le tribune gremite
Il calcio d'avvio di Cagliari-Inter
Palla in Tribuna· Mario Frongia·4 min di lettura

Gagliardini e Nzola ultimi botti di mercato in arrivo. Per Fabio Pisacane l'asticella sale. In cinque giorni Verona e Lecce in casa, test da non toppare

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Dalla chiusura del mercato alla sconfitta con l'Inter sino alla Coppa Italia, il Verona giovedì, e di nuovo il campionato, lunedì con il Lecce, sempre alla Domus. Settimana dalle tante aspettative in casa Cagliari. Partiamo dall'1-0 beccato dall'Inter, sempre alla Domus. I campioni d'Italia che sboroneggiano, giocano sulle punte e si guardano troppo allo specchio. Il Cagliari operaio, concreto, di buona gamba che a fine gara mette a rischio le coronarie dei tifosi interisti. Tanto che, nel finale convulso, sarà Bisseck a parare la conclusione di Adopo che poteva valere l'1-1. Poi, ci sono i 95 minuti di gara. Ed è stata una via di mezzo, per un'ora abbondante, tra un assedio e un tiro al bersaglio. Voce ai numeri: l'Inter tira 31 volte, il Cagliari dieci. Ma soprattutto Lautaro e soci prendono la porta, e trovano San Caprile miracoloso in almeno tre interventi, sette volte. I rossoblù mai. E ancora. I cross precisi sono 11 a 3, i passaggi a buon fine 624 contro 305, i duelli vinti 47 a 29, il possesso palla 67 per cento a 33, sempre per la formazione di Chivu. Che, visto l'atteggiamento dei suoi, nonostante la vittoria ha piazzato una scenata coi fiocchi a fine gara. E il Cagliari? Maramaldo, convinto dei propri mezzi, capace di far tremare Martinez. Tutto questo nell'ultimo quarto d'ora. Mentre nel primo tempo si è assistito a un atteggiamento troppo accorto e remissivo, e non solo per colpa della tecnica e della pressione interista. Ci sta che, in questo genere di gare, si subisca. Meno che si piazzi un doppio pullman e si attenda la giocata degli avversari. Fabio Pisacane ha confermato Mendy, ma forse Borrelli avrebbe tenuto meno tranquilli Pavard e Bastoni. Maldini è stato presto ingabbiato, mentre Fazzini ha perso smalto e corsa. Bene dietro Deiola in tamponamento, meno pulito il fraseggio e la copertura di Ze Pedro. Sul doppio play Winks-Romano giudizio da rinviare. Lunedì arriva il Lecce, travolto in casa con un poker dalla Roma. Il campionato prende forma.

Determinazione e compattezza. Insomma, gli scudettati hanno portato a casa i 3 punti. Ma dal punto di vista della mentalità e del cinismo agonistico non sono riusciti a dare conferme. Questi match si chiudono, si devono chiudere per forza se hai un progetto, uomini, risorse e obiettivi da cogliere. Di certo, l'Inter ha confermato, anche con i cambi, di poter ambire al bis. E di poter correre in Europa. È presto, due turni, per capire l'apporto dei nuovi, specie Jones e Stones. È presto anche per dare un voto alla difesa e alla qualità della ripartenza: piuttosto fallosi e spesso imprecisi Akanji, Luis Henrique e Sucic. Barella? Tra i migliori con numeri da applausi, ma non dallo stadio: rimane davvero incomprensibile quest'atteggiamento di parte del pubblico della Domus. Per il resto, doppio ko di fila per Torino e Fiorentina (oltre cento milioni spesi al mercato!) con Sassuolo e Frosinone, crollo in casa del Napoli di Allegri con il Como di Fabregas, altro successo della Lazio di Gattuso e del Milan di Amorim a spese di Genoa e Venezia. Da segnalare, proprio il 3-0 del Frosinone a Firenze, il 3-2 dell'Udinese a Monza, tra Atalanta e Bologna la spuntano nel recupero i bergamaschi, di Lecce-Roma si è detto.

Il gong finale. Il centrocampista franco-algerino classe 2002, Yanis Massolin dall'Inter, Roberto Gagliardini, 32 anni ed ex mezzala di Inter, Atalanta e Monza, dal Verona, M'bala Nzola, dalla Fiorentina: sono i colpi last minute del Cagliari. Mentre, dopo Zappa saluta Cavuoti (Catania). Mentre pareva destinato ai saluti anche Felici, per l'esterno rimangono i mercati esteri. In sintesi, oltre a Prati, ci sono i mancati rinnovi di Mazzitelli, Sulemana, Kilicsoy, Dossena, Wieteska, Luvumbo, Folorunsho e Palestra. Il mercato che si è chiuso alle 20 di oggi, dice di una lunga serie di manovre, aperte dalla cessione di Gaetano e chiuse con Gagliardini, Sugawara (difensore Southampton, dovrebbe coprire la falla lasciata da Zappa) e Nzola. In mezzo, l'opaca telenovela legata a Esposito, gli arrivi di Fazzini, Fadera e Maldini. Per il resto, da Winks a Romano, Aurelio, Ciervo, Kevin Carlos e Kofler, tempo per capirne di più e pagella da rivedere.