Cagliari, buona la prima!

La vittoria a Parma, viatico prezioso per un campionato che si annuncia tosto. Decisivo Romano da 25 metri. Rossoblù già abbastanza fluidi, ducali a tratti imbarazzanti. Sabato arriva l'Inter
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Palla sul sinistro, collo pieno da 25 metri, Corvi che arriva tardi, 1-0 e prima marcatura in A. Romano, classe 2006, italo-svizzero, scuola Roma, ha deciso Parma-Cagliari, con esultanza collettiva e dedica a Yael Trepy. Bel colpo, di fronte a Roberto Mancini e Leo Bonucci. Ma è saggio tenere i piedi per terra. La formazione di Pisacane ha espugnato il Tardini, dove vantava un filotto positivo, due pareggi, una vittoria, un ko, nonostante un primo tempo opaco, tra studio e vari errori tecnici, poca determinazione e una visione approssimativa nello sviluppo del gioco. Ma alla fine, con tre pali - due scheggiati da Mendy e Deiola, uno su tiro di Fazzini, rimbalzato poi sul portiere - e una deliziosa palla a giro di Maldini («Può diventare decisivo se mostra più furbizia e cattiveria, senza eccedere in finezze: in area si tira» le parole in tv di Gigi Piras, bomber nell'all time rossoblù, e di Virgilio Perra, ex giocatore e tecnico in serie C), di un niente a lato, il risultato è stato ben legittimato. Nella prima frazione il centrocampo nuovo di pacca ha sofferto. Winks e Romano hanno provato a fraseggiare. Troppo lenti e prevedibili. Fazzini è stato assorbito nel contenimento di Bernabé. Nella ripresa, complice la modestia tattica e tecnica del Parma, giù anche come condizione, il Cagliari è cresciuto e ha preso il pallino. Per giocare al gatto col topo. Cuesta - senza Circati, Suzuki e Pellegrino - ha tanto da lavorare. Mentre Pisacane, che ha piazzato dietro Deiola, tra i migliori, con Mina e Kofler in panca, deve registrare i meccanismi senza palla, chiedere più attenzione a Ze Pedro (giallo dopo 7') e Rodriguez, aspettare Kevin Carlos: la buona volontà di Mendy, Borrelli e Felici in A non basta. Intanto, ci si deve godere i 3 punti contro una presumibile diretta concorrente. Domenica alle 20.45 l'Inter schiacciasassi - 4-1 al Monza, devastante il gol di Calhanoglu! - si presenta alla Domus. Inutile trovare aggettivi, sarà match duro. Ma Maldini e soci devono crederci.
Proprietà, mercato e stadio. Sono banali e inutili i facili entusiasmi, bisogna attendere almeno dieci gare per capire condizione e qualità individuali e collettive. Ma si intuisce un Cagliari già più forte di quello della scorsa stagione. I punti dolenti, augurando a Kevin Carlos - zero reti lo scorso anno al Nizza, in doppia cifra nelle precedenti stagioni - di siglare in fretta e bene, sono noti: un bomber e un difensore centrale. I nomi girano vorticosamente, da qui alle 20 del 1° settembre qualcosa potrebbe accadere. Il club (pur nel marasma del «i proprietari sono per l'80 per cento gli americani guidati dal vice presidente Maurizio Fiori» o «No, gli investitori del fondo speculativo sono spariti, sanno che ci sono problemi nella questione stadio»), sa di dover provvedere. Non fosse altro per lasciarsi alle spalle quanto prima i soliti meandri paludosi che vanno dal quindicesimo al ventesimo posto. Nel frattempo, a proposito di stadio, è slittata al 15 settembre la data clou per il bando dell'opera e tutto il resto. Si attendono certezze.
La prima giornata. Anche il Lecce (2-0 a Venezia) di Di Francesco è stato corsaro in trasferta. Mentre il Frosinone è stato sconfitto in casa 1-0 dalla Juve, idem il Genoa che ha subito (2-0) il Napoli di Allegri a Marassi. Del Monza si è detto. E saranno grosso modo queste le principali avversarie del Cagliari nella corsa alla permanenza in A. La prima giornata ha visto anche il successo dell'Atalanta sul Sassuolo (2-1) e il colpaccio del Milan in casa del Toro (2-1). A completare il turno - oggi, lunedì 24 agosto - Bologna-Lazio e Roma-Fiorentina.