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Cagliari, buona la prima!

Le due squadre schierate al centro del campo del Tardini poco prima del fischio d'inizio, con le tribune illuminate
Il calcio d'avvio al Tardini
Palla in Tribuna· Mario Frongia·4 min di lettura

La vittoria a Parma, viatico prezioso per un campionato che si annuncia tosto. Decisivo Romano da 25 metri. Rossoblù già abbastanza fluidi, ducali a tratti imbarazzanti. Sabato arriva l'Inter

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Palla sul sinistro, collo pieno da 25 metri, Corvi che arriva tardi, 1-0 e prima marcatura in A. Romano, classe 2006, italo-svizzero, scuola Roma, ha deciso Parma-Cagliari, con esultanza collettiva e dedica a Yael Trepy. Bel colpo, di fronte a Roberto Mancini e Leo Bonucci. Ma è saggio tenere i piedi per terra. La formazione di Pisacane ha espugnato il Tardini, dove vantava un filotto positivo, due pareggi, una vittoria, un ko, nonostante un primo tempo opaco, tra studio e vari errori tecnici, poca determinazione e una visione approssimativa nello sviluppo del gioco. Ma alla fine, con tre pali - due scheggiati da Mendy e Deiola, uno su tiro di Fazzini, rimbalzato poi sul portiere - e una deliziosa palla a giro di Maldini («Può diventare decisivo se mostra più furbizia e cattiveria, senza eccedere in finezze: in area si tira» le parole in tv di Gigi Piras, bomber nell'all time rossoblù, e di Virgilio Perra, ex giocatore e tecnico in serie C), di un niente a lato, il risultato è stato ben legittimato. Nella prima frazione il centrocampo nuovo di pacca ha sofferto. Winks e Romano hanno provato a fraseggiare. Troppo lenti e prevedibili. Fazzini è stato assorbito nel contenimento di Bernabé. Nella ripresa, complice la modestia tattica e tecnica del Parma, giù anche come condizione, il Cagliari è cresciuto e ha preso il pallino. Per giocare al gatto col topo. Cuesta - senza Circati, Suzuki e Pellegrino - ha tanto da lavorare. Mentre Pisacane, che ha piazzato dietro Deiola, tra i migliori, con Mina e Kofler in panca, deve registrare i meccanismi senza palla, chiedere più attenzione a Ze Pedro (giallo dopo 7') e Rodriguez, aspettare Kevin Carlos: la buona volontà di Mendy, Borrelli e Felici in A non basta. Intanto, ci si deve godere i 3 punti contro una presumibile diretta concorrente. Domenica alle 20.45 l'Inter schiacciasassi - 4-1 al Monza, devastante il gol di Calhanoglu! - si presenta alla Domus. Inutile trovare aggettivi, sarà match duro. Ma Maldini e soci devono crederci.

Proprietà, mercato e stadio. Sono banali e inutili i facili entusiasmi, bisogna attendere almeno dieci gare per capire condizione e qualità individuali e collettive. Ma si intuisce un Cagliari già più forte di quello della scorsa stagione. I punti dolenti, augurando a Kevin Carlos - zero reti lo scorso anno al Nizza, in doppia cifra nelle precedenti stagioni - di siglare in fretta e bene, sono noti: un bomber e un difensore centrale. I nomi girano vorticosamente, da qui alle 20 del 1° settembre qualcosa potrebbe accadere. Il club (pur nel marasma del «i proprietari sono per l'80 per cento gli americani guidati dal vice presidente Maurizio Fiori» o «No, gli investitori del fondo speculativo sono spariti, sanno che ci sono problemi nella questione stadio»), sa di dover provvedere. Non fosse altro per lasciarsi alle spalle quanto prima i soliti meandri paludosi che vanno dal quindicesimo al ventesimo posto. Nel frattempo, a proposito di stadio, è slittata al 15 settembre la data clou per il bando dell'opera e tutto il resto. Si attendono certezze.

La prima giornata. Anche il Lecce (2-0 a Venezia) di Di Francesco è stato corsaro in trasferta. Mentre il Frosinone è stato sconfitto in casa 1-0 dalla Juve, idem il Genoa che ha subito (2-0) il Napoli di Allegri a Marassi. Del Monza si è detto. E saranno grosso modo queste le principali avversarie del Cagliari nella corsa alla permanenza in A. La prima giornata ha visto anche il successo dell'Atalanta sul Sassuolo (2-1) e il colpaccio del Milan in casa del Toro (2-1). A completare il turno - oggi, lunedì 24 agosto - Bologna-Lazio e Roma-Fiorentina.