Ussi80, a Serdiana con Martina Caironi: «Includere e abbattere stereotipi dà la cifra di un popolo civile»

La plurimedagliata paralimpica in Sardegna per gli ottant'anni dell'Unione Stampa Sportiva Italiana: alla Comunità La Collina confronto con le vecchie glorie del Cagliari, Nicola Riva, Special Olympics e i brasiliani di Sardinia United con l'Asd Mediterranea
È arrivata dal «Selvaggio Blu», nel cuore del Sulcis, uno dei luoghi più impervi e affascinanti dell'isola. Sorridente, abbronzata, disponibile: Martina Caironi è stata la protagonista assoluta del secondo step di Ussi80, andato in scena giovedì 21 maggio alla Comunità La Collina di Serdiana.
«Sono davvero felice di essere qui, la Sardegna è bellissima» ha raccontato la plurimedagliata paralimpica. «Ricordare Martellini e Pizzul assieme all'Ussi e all'Ordine dei giornalisti non solo mi fa piacere, ma mi riporta a voci che sono nell'animo degli sportivi italiani».
Tre ori e quattro argenti alle Paralimpiadi, le ultime due a Parigi 2024. Martina Caironi ha ripercorso i suoi esordi: «Dopo l'incidente in moto che non avevo causato, avevo 18 anni, mi sono chiesta come potessi ripartire. È stata l'atletica a stregarmi: lì ho capito che potevo darmi degli obiettivi». E ha aggiunto: «Includere e abbattere pregiudizi e luoghi comuni è innanzitutto un segno di civiltà».
Alla Comunità La Collina di don Ettore Cannavera
Nata mezzo secolo fa a Serdiana, a 15 minuti d'auto da Cagliari, la Comunità La Collina è stata tra le prime in Italia a ospitare minori e adulti con condanne penali anche pesanti. «Il magistrato ce li affida, ma devono meritarlo: qui sono liberi, potrebbero anche scappare» ha spiegato don Ettore Cannavera, da sempre in prima fila nell'accogliere le persone fragili. «Siamo orgogliosi di ospitare l'Ussi: lo sport è vita, benessere, qualità delle relazioni sociali, motivo di inclusione».

Il dibattito - dedicato ai telecronisti della storia azzurra, con i video saluti di Gianfranco Coppola, Giovanni Malagò, Gianfranco Zola, Fabio Grosso e Antonio Cabrini - ha intrecciato sport, giornalismo e volontariato. Martina Caironi ha duettato con Nicola Riva: «Mio padre mi ha raccontato tante volte di quel Riva-Riva-Riva-gol contro la Germania a Messico '70, e non potrò mai scordarlo» ha ricordato il figlio di Rombo di tuono.
Divertente lo scambio di battute con Gigi Piras, sette anni da capitano rossoblù, e Beppe Tomasini, libero della Nazionale campione del mondo: «Mio nonno mi diceva sempre di rubare i segreti a questi signori che avevano vinto lo scudetto» ha scherzato Caironi. Per Tomasini «questa terra ci ha fatto innamorare: i sardi li abbiamo sempre sentiti come se lo fossimo anche noi».
Special Olympics e il futsal brasiliano di Sardinia United
Spazio anche allo sport paralimpico e all'inclusione, con Antonio Manchia, capo delegazione degli Special Olympics, e Claudio Secci, presidente del Comitato regionale paralimpico: «In Sardegna sono circa 120mila le persone con disabilità che meritano attenzione e sostegno».

A chiudere l'incontro, nel segno degli stessi valori, la pattuglia sarda dei brasiliani del futsal di Sardinia United. Pascal Mietto, tecnico e atleta con esperienze in serie A oggi alla guida di una scuola calcio, ha portato il saluto dell'Asd assieme a Valter Salisci, allenatore Uefa e vicepresidente del sodalizio: «Sono qui da tanti anni, si lavora bene con i giovani e mi sento sardo!».
Il percorso: da Sanluri a Villasimius
Dopo la tappa di Sanluri, il 5 maggio, con la proiezione del docufilm «Mennea segreto» di Emanuela Audisio davanti a oltre duecento studenti, Ussi80 ha toccato Serdiana il 21 maggio e si è conclusa a Villasimius, dal 5 al 7 giugno, con il corso Odg e le sfide tra campioni e atleti Special Olympics.