Teresa, Angelica e Stefano: quando il futuro è già presente

Violista, clarinettista e flautista fanno parte dell’Orchestra nazionale universitaria. Storie di accademia, applicazione e passione per la musica
Certe volte accade che note, colori ed entusiasmo trovino alchimie inaspettate. Accendano la luce con passaggi culturali che commuovono e avvicinano. Magari, ricchi di energia, determinazione, quel filo di pathos.
Teresa, Stefano e Angelica in questo istante stanno studiando. Con una convergenza su strade lastricate da ambizioni, sogni e traguardi. Nulla di facile, né scontato. Il dietro le quinte? Notti insonni, occhi gonfi, flash di fatica, pensieri. Con una certezza: l’abbraccio tra la conoscenza e i saperi con forze e menti giovani è un mix che sa di buono. Esercitato con determinazione speciale.
I nostri non vogliono sbagliare, gioiscono nel trovare sinergia e sintonia. Il trio guarda lontano. Senza indulgenze o compiacimenti ma con umiltà e il respiro di chi intuisce attimi fuggenti. Di cognome fanno Lavena, Ligas e Buanne. Sono fiori sbocciati anche grazie a un contesto familiare sano, vicino, integrato.
Facile narrare di musica come fenomenale colonna sonora di un minuto dopo l’altro. Di lezioni e apprendimento in accademia. Meno banale scandire i passi del lavoro quotidiano, denso di esercitazioni, esami, lezioni e laboratori. Poi, che si imbracci un flauto un violino o un clarinetto, c’è la questione del talento e di quanto questo sia propedeutico all’applicazione. Ferrea e senza sconti.

Teresa Lavena, Angelica Buanne e Stefano Ligas sono immatricolati per l’Università di Cagliari. Sin qui, nulla di eccezionale. Quel che dà forza alla storia riguarda il loro ingresso nell’Orchestra nazionale universitaria.
Teresa studia Lettere classiche. A otto anni la viola appare nelle sue mani. Con l’approdo al Conservatorio, seguita dal maestro Luigi Moccia, arriva il Diploma accademico di II livello. Nel frattempo, l’inserimento nell’orchestra Junior e qualificate esperienze in tante realtà. Teresa ha collaborato con ensemble da camera, organici sinfonici, cori di formazioni locali, opere.

Laureata in clarinetto al «Pierluigi da Palestrina», Angelica è al terzo anno di Lettere moderne. Frequenta il secondo anno di Clarinetto con il maestro Enrico Silvestri e fa parte dell’Orchestra sinfonica del Conservatorio di Cagliari. Ha partecipato a diverse produzioni. Tra queste, il Premio nazionale delle Arti direzione d’orchestra 2025.
Stefano, quinto anno di Medicina, ha completato il biennio di flauto nel capoluogo. All’attivo progetti corali e orchestrali. Valgono la citazione il concerto di Carl Reinecke, con l’Orchestra del Conservatorio di Cagliari, e la gara nazionale a squadre «Upo anatomy talents».
Largo ai giovani. Tre carte d’identità, altrettanti percorsi che meritano l’applauso. Nuove leve, maturate in Sardegna, selezionate per il progetto, l’unico in Italia, che riunisce in un’orchestra sinfonica giovani musicisti e musiciste provenienti dagli atenei italiani.
L’Orchestra nazionale universitaria ha nel Comitato autentici giganti della musica, come i direttori Salvatore Accardo e Riccardo Muti, gli scrittori Corrado Augias e Alessandro Baricco, l’archeologo Maurizio Harari, il soprano Cecilia Gasdia.
Quindi, un iter scandito nei dettagli: candidatura a inizio anno, conferma della selezione, serie di prove a distanza. A seguire, la settimana di formazione «senza paracadute» a Pavia. Infine, il debutto. Lo scorso giugno al Teatro Fraschini di Pavia un concerto inaugurale con le magie immortali di Rossini, Paganini e Dvorak. Chapeau!