Cultura, vicinanza e arte contro la violenza

Valori civici, sostegno ed educazione alla legalità nel percorso e nella mostra «Mai più così» voluta dal Comando provinciale dei Carabinieri e ospitata dal Centro Giovanni Lilliu. «Siamo sempre al fianco dei cittadini, è un nostro dovere sostenere, comunicare e condividere» spiega il generale Luigi Grasso
La si può prendere partendo da lontano: l'arte, la comunicazione trasparente, quell'insieme di attività di disseminazione valoriale che contrasta disagi, arbitrii, disuguaglianze. Poi, ci si ritrova a dare delle risposte - meglio se rapide, chiare, esaustive - sul territorio, di concerto con le municipalità, gli operatori del sociale, i volontari, le scuole.
Il passaggio ideato e messo a terra dal Comando provinciale dei Carabinieri di Cagliari passa proprio da queste frequenze: nobili, costruite sul presente ma volte al futuro, anima profonda dei sentimenti che sostengono le comunità civili, forti, consce del proprio ruolo nel forgiare le nuove generazioni.
Nel cuore del Medio Campidano, a Barumini, il Centro che porta il nome di uno dei grandissimi dell'archeologia mondiale, Giovanni Lilliu, ha ospitato venti opere d'arte che raccontano quanto sia complicato estirpare, o almeno limitare, i danni delle svariate forme di violenza.
Con il rosso che predomina: statuette in trachite, mini panchine in legno, figure stilizzate in pietra smaltata, scudi, pitture, disegni, ceramiche, immagini e grafiche che urlano e chiedono aiuto. Le firme sono di Luciano Cabras, Luca Meloni, Ivan Tonini, Damiano De Luca, Armandino Lecca, Valentina Morleo, Giuseppe Piccolo, Simona Mostallino, Gian Luigi Cau, Dionisio Pinna, Daniele D'Addea, Laura Cuccu, Antonezio Frau ed Emilia Cotza.
Nella sala risuonano forti e fresche, nonostante la giornata torrida, frasi che incorniciano solidarietà, sostegno, attenzione alle figure deboli. Luigi Grasso, generale di brigata dell'Arma, taglia corto: «Il nostro compito è legato anche alle varie forme di vicinanza e assistenza ai cittadini. Viviamo un'epoca in cui si deve informare al meglio, con tempestività: mettere assieme artisti con espressività differenti è un passaggio prezioso».
L'alto ufficiale è attento ai bisogni della collettività, ma soprattutto tende l'orecchio alle impressioni narrate dai sindaci, dagli operatori del sociale, da quanti si muovono nel dare assistenza agli ultimi. «Per noi l'ascolto diventa un percorso di rispetto, utile a rompere i silenzi» ha spiegato.
«Inaugurare la mostra Mai più così rappresenta anche una diversificazione delle nostre attività di polizia giudiziaria: l'arte è curativa. Pur muovendoci su input della Procura della Repubblica, sono numerose le attività legate ai Centri antiviolenza. Su questo fronte abbiamo un cammino da seguire per valorizzare comportamenti corretti e promuovere rispetto e lotta all'indifferenza».

Il lavoro certosino dell'Arma. Mentre il Centro celebra l'inaugurazione, con i militari in Grande uniforme e il nastro da tagliare, il pubblico coglie l'attimo: le opere trasmettono umori e sentimenti che conducono lontano. I volti degli ospiti tradiscono sgomento, sofferenza, disapprovazione, tra ferite, sangue, occhi sbarrati e doloranti.
Il generale Grasso si complimenta con gli artisti e con i suoi: «Avete fatto un grande lavoro!». Poco distanti, il tenente colonnello Stefano Colantonio, in prima fila nella supervisione dell'evento, e la comandante della compagnia di Sanluri, Nadia Gioviale, rafforzano il concetto di vicinanza con i cittadini.
Per l'Arma la mostra, visitabile fino al 30 ottobre, è un asset significativo. Con in agenda incontri e seminari nelle scuole, si intravede anche un baluardo civico connesso alla promozione e alla divulgazione dei concetti chiave della convivenza sociale. Applausi anche per la marescialla Sara Pisci, alla guida dei Carabinieri di Barumini, e per l'appuntato scelto Gianluca Lo Castro: al Centro Giovanni Lilliu si sono cementate pietre di civiltà, indispensabili per sorreggere sfide e valori di oggi e di domani.

Dalla cronaca, alle opere, al percorso. Per stare ai numeri, dallo scorso gennaio sono state oltre duecento le segnalazioni di maltrattamenti, aggressioni e soprusi - spesso a sfondo sessuale - contro le donne e nelle famiglie, giunte alle caserme sparse per la provincia. Tante, troppe: per corollario, quaranta arresti e centotrenta denunce. Un codice rosso che risuona per tutti, un tassello che denota le aree grigie delle comunità urbane e rurali.
Ma adesso, con «Il pensiero creativo, l'Arma contro la violenza», si accelera. Grazie alla Fondazione Barumini e alla sua dirigente, Andreina Ghiani, al sindaco Emanuele Lilliu, ai quattordici artisti e alle loro opere, al Centro antiviolenza di Sanluri, ai numerosi privati, ai volontari e al coordinamento dell'Arma.
«Dove prospera la violenza muoiono i diritti e la libertà. La mostra e l'idea che ne consegue è il frutto di un proficuo lavoro di squadra: sono fiera del vostro operare» ha detto la prefetta di Cagliari, Paola Dessì. Al taglio del nastro l'applauso è stato sincero.
«Dobbiamo dire no alla violenza contro le donne, batterci per le situazioni di disagio che spesso le creano, trovare formule che coinvolgano i giovani» le parole del sindaco Emanuele Lilliu. «Contro tutte le violenze al femminile e al maschile si deve creare un argine, che passa dall'educazione al coinvolgimento» ha rimarcato la comandante di Sanluri.
«Sono convinto che l'arte - ha rilanciato il generale Grasso - può darci una mano a rendere visibile ciò che troppo spesso è invisibile».