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Crusaders, i campioni siamo noi!

La delegazione dei Crusaders Cagliari con il trofeo, la bandiera dei quattro mori e il casco da football, insieme al presidente del Consiglio regionale Piero Comandini
La delegazione dei Crusaders ricevuta in Presidenza
Palla in Tribuna· Mario Frongia·5 min read

Terzo scudetto nel football a nove per il team cagliaritano. «Fieri di rappresentare la Sardegna!» dicono Emanuele Garzia e Antonio Nicolli. La squadra è stata ricevuta in Consiglio regionale da Piero Comandini: «Siete un pregiato esempio per i giovani»

Spesso, la storia, degli uomini e dei luoghi si scrive in bella grafia. Quella dello sport non fa eccezioni. Tanto che Rino Tommasi, indimenticabile e gigantesco cronista sportivo, parlava di «circoletto rosso» quando aveva di fronte un gesto tecnico sublime. Ma anche un risultato, un traguardo o un obiettivo colto con volontà, sudore e sacrifici.

Il buon Rino esaltava pugili, calciatori e tennisti. Adorava Agassi, Lendl, Edberg e Mc Enroe, prima. Per poi applaudire con i «circoletti rossi» Nadal, Federer e Djokovic. Lo avrebbe fatto anche per Sinner. Ma questa è un'altra epoca. Di certo, si sarebbe complimentato con i Crusaders Cagliari.

Un pool di atleti sinceri, duri, capaci di stringere i denti. Nello sport, oltre al talento, capita spesso di doversi guardare allo specchio per andare oltre. Uomini che, in sostanza, non devono aver «paura di sbagliare un calcio di rigore», per dirla alla Francesco De Gregori. Uomini che hanno trovato forza e passione, giorno dopo giorno, un allenamento dopo l'altro.

Poche storie, lo scudetto del football americano è tornato dopo sedici anni nell'isola dopo i successi di Castiglione della Pescaia nel 2004 e di Palermo nel 2010. Adesso, giugno 2026, il tris. Ragazzi che a Ferrara hanno potuto urlare di gioia, brindato con sguardi colmi di felicità dopo la superba vittoria con gli Honey Badgers Formigine.

Il 48-6 griffato nella finale nazionale del Nine Bowl League a nove giocatori giocata in Emilia, ha messo l'asticella della disciplina dove deve stare. Un tricolore da annali, anche perché è il terzo per il club sardo. Uno scudetto che è arrivato da imbattuti in stagione: i Crusaders non hanno fatto prigionieri. E quando c'è stato da giocare, hanno sempre avuto il pallino in mano. Chapeau!

I giocatori dei Crusaders Cagliari alzano il trofeo tra gli spruzzi di spumante sul campo di Ferrara
Due giocatori dei Crusaders Cagliari saltano abbracciati per esultare dopo un touchdown
La gioia della vittoria (foto Battista Battino)

L'assist per tutte le discipline sportive. La vetta più alta della palla ovale a nove è stata conquistata. Sopra ci sono i «footballers» guidati da Joe Tricario. Dietro questo eccellente momento - assieme ai «circoletti rossi» che meriterebbero attenzioni, investimenti e supporto -, si celano anche criticità. Come per l'insieme delle realtà sportive isolane, da Porto Torres a Villasimius passando per Oristano, Tortolì e Carbonia sino ai centri più piccoli e al capoluogo, la questione impianti e strutture adeguate langue. E lancia precisi sos.

Ma adesso si balla di gioia. E suona bene il messaggio lanciato dal presidente del Consiglio regionale, Piero Comandini, che ha voluto al Palazzo di via Roma la squadra e il management per festeggiare lo scudetto: «Siete un pregiato esempio per le nuove generazioni» le parole del primo consigliere regionale. I Crusaders, che a Terramaini hanno costruito la loro scalata al vertice, meritano il giusto rilievo. Concreto e duraturo.

Il presidente del Consiglio regionale Piero Comandini parla durante la cerimonia, accanto a un giocatore dei Crusaders in divisa da gioco
Il presidente Piero Comandini durante la cerimonia in Consiglio regionale

We are the champions! Il titolo, e in genere tutti i trionfi su scala locale e nazionale, non nasce per caso. Da qui la necessità di un salto di qualità nell'operare degli enti pubblici delegati. Meglio se con una strategia che abbia visione, organizzazione e programmazione. Lo sport garantisce finestre di confronto, crescita, democrazia e diritti. Assieme si sviluppa il rispetto delle regole e del prossimo: l'abc delle nuove generazioni, che giochino o meno a football, calcio, basket o tennis.

Ecco perché Emanuele Garzia (presidente), Sergio Meloni (vice presidente), Giuseppe Marongiu (general manager), Giulia Congia (dirigente), Joe Tricario (head coach), Antonio Nicolli e Andrea Antonino (coach), gli atleti Federico Dessì (Mvp della finale), Riccardo Melis, Michele Zedda, Michele Obinu, Giuseppe Carta, William Badas, Michele Meloni, Roberto Agnesa, Karim Farouk Omar, Samuel Delaconi, Fabio Matta, Gianfranco Farris, Riccardo Tocco, Jacopo Felice Rubechini, Stefano Murgia, Giacomo Usai, Giuseppe D'Angelo, Federico Spiga, Davide Francesco Zedda, Francesco Floris, Federico Serra, Michele Porceddu, Luca Pacinotti, Antonio Calemme, Paolo Hadi Sitzia, Emil Nabil Mokhtar Ashak, Mohamed Ashref Alsrar, Alexander Teall Skye, Riccardo Loddo, Lorenzo Pastorino, Federico Saba, Riccardo Pili, Francesco Loche, Davide Anedda, Luigi Alessandro Pisu, Nicola Fadda, Marcello Mele, Jonathan Fabrizio Deiana, Niccolò Cancedda, Ivano Pili, David Israel Moquillaza Pumarayme, Mauro Gandini, Antonio Ghiani, Filippo Dedoni, Michele Valentino Scano, Siro Lauchlan Thomas Meloni, Filippo Pitzeri, Edoardo Stara, Massimiliano Mandas e Lorenzo Piva hanno scritto sul «Paolo Mazza» - a conclusione di una cavalcata apertasi lo scorso marzo a Roma con i Mavericks -, la sintesi perfetta tra management solido e acuto, tecnici di alto profilo, un gruppo d'eccellenza.

La dirigenza, tra visione e genuinità. «A Ferrara abbiamo saputo imporre il nostro gioco evidenziando una superiorità tecnica e fisica indiscutibile» gongola Garzia, pronto nel mostrare la dovuta gratitudine alla rosa, agli sponsor, ai tifosi e agli appassionati da sempre vicini alla società.

«I ragazzi hanno colto il frutto di un successo costruito nel tempo, con il lavoro e la determinazione. Siamo orgogliosi e fieri di rappresentare la Sardegna in ambito nazionale» aggiunge Antonio Nicolli, dirigente e coach dei Crusaders Cagliari ma anche figura dello Stato da questore vicario. I numeri dei Cru aiutano: dal 1990 in attività con 34 campionati giocati e oltre mille giocatori tesserati. Una carta d'identità che suona al meglio.

Nella quotidianità Tricario, con Nicolli e Antonino, ha potuto contare anche sul prezioso lavoro di Nicola Polese, Matia Pisu, Efisio Melis e Walter Serra. Nel team dirigenziale ci sono anche Stefano Murgia, il medico Marcello Saba, il fisioterapista Stefano Coni. Scores Alessandro Picciau e Aldo Palmas, mentre operano nello staff Battista Battino (fotografo/grafico), Aldo Luchi, Mimmo Trudu e Roberto Zedda (catena) e Alberto Cannas (addetto alle riprese).

In definitiva, un mosaico ben assortito, autentico detonatore di emozioni e ambizioni. Un assist che merita altri brindisi sia per il tenere alto il vessillo della Sardegna, sia per l'approdo al football americano a undici in Seconda divisione della Fidaf. Suerte!