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Cagliari, dubbi e incertezze

Fabio Pisacane a bordocampo prima di una gara del Cagliari
Fabio Pisacane
Palla in Tribuna· Mario Frongia·4 min read

In quella che, per ora, è stata definita la nazionale dei retrocessi, si va a braccia. Un centrale pronto per la A e un attaccante da doppia cifra paiono indispensabili. E sabato alle 20.45 al Tardini contro il Parma ci sarà il primo verdetto

Un primo bilancio dei risultati del Cagliari nei test precampionato parla di zero sconfitte. Il tema, comodo e avvincente, è stato rilanciato dai trombettieri di corte. Poi, si vanno a vedere i dettagli.

E se si lascia perdere la qualità del gioco - ovviamente ancora acerbo per tutte -, si scopre che oltre alla goleada contro la Primavera, ci sono stati pareggi e vittorie risicate ai calci di rigore con club di categoria inferiore, retrocesse o in A dopo aver spareggiato per rimanerci.

Identico film anche in Coppa Italia alle spese dell'Arezzo dell'ex Bucchi. I rossoblù vanno avanti con un rigore fatto ripetere dal Var e segnato da Deiola, un altro penalty assegnato agli ospiti e poi tolto, con neanche, nel secondo tempo, aver fatto un tiro degno di questo nome.

Passo avanti in tabellone - la prima o la terza di settembre i rossoblù sempre alla Domus aspettano il Verona - e poco altro. Morale della favola, l'aria non è entusiasmante.

Azione di gioco alla Domus con le tribune gremite durante una gara del Cagliari
I giocatori del Cagliari schierati in campo per la foto di squadra prima del calcio d'inizio
Recenti formazioni del Cagliari del campionato scorso

Riflessione. Alle 20 del 1° del mese prossimo manca ancora tanto. Ma non tantissimo. Anche perché le altre mostrano un passo diverso da quello del club rossoblù. Poi, pare si sia tornati ai fasti del recente passato, con le zone di Ranieri e Nicola in parte esenti.

Il presidentissimo fa e disfa. Si è autoproclamato emulo di Percassi - numero uno dell'Atalanta con ben altra storia, stile, visione, programmazione e, soprattutto, denari da investire saggiamente! - con la proprietà americana che latita.

Premesso che l'in bocca al lupo vale per tutti, così come non va scordato l'assioma che vede il campo come giudice supremo, le mosse di mercato rossoblù, al di là delle urla di giubilo del plotone di coristi in servizio permanente, paiono con il segno meno.

Ceduto Gaetano al primo tentativo - ma non era il regista del futuro su cui impostare la squadra? -, messo in piedi il penoso teatrino su Esposito - grana oscena tutta da sistemare -, non rinnovati Folorunsho, Belotti, Mazzitelli, Sulemana e Dossena, ceduto Luvumbo, il povero diesse Accardi si è mosso senza risorse e con margini di manovra risicati.

L'ex direttore sportivo della Samp («A Genova ha fallito, ha voglia di riscattarsi» le parole eleganti del numero uno del Cagliari!) ha preso il posto di Angelozzi, costretto a lasciare nonostante meritasse un monumento, fosse solo per aver preso Palestra, con Caprile autore di almeno la metà dei punti salvezza del club!

Bilancio mercato. Partiamo dagli arrivi. Winks - esperienza per nulla esaltante alla Samp nel 2020 - arriva dal Leicester retrocesso in C. Romano (2006) è precipitato in B con lo Spezia. Kofler l'ha emulato con il SudTirol.

Fazzini - profilo interessante - è arrivato quindicesimo con la Fiorentina che sino allo scorso febbraio era tra le peggiori tre della A. Con il segno più c'è stato l'approdo di Maldini, bene. Il resto, mostra altri dubbi.

Mina, reduce dal Mondiale, è da sempre a scartamento agonistico ridotto. Pisacane ha messo Deiola dietro. In difesa va segnalato anche l'approdo di Aurelio, terzino debuttante in A proveniente dallo Spezia. Sarà un roster sufficiente per il torneo che si apre a Parma sabato prossimo? Si vedrà.

In attacco è arrivato Kevin Carlos, a secco nell'ultima stagione al Nizza. Quel che manca è un bomber da almeno dieci reti. C'è sempre Borrelli, è rientrato Felici. Intanto, il povero Trepy è in terapia intensiva per un incidente in piscina: giusto e dovuto stringersi attorno al ragazzo.

Ma il campionato alle porte impone realismo. Mentre si parla di sirene anche attorno a Obert e Zappa, che pare non molto felice, il dilemma per la tifoseria ripassa dagli high-lights della Coppa Italia: contro un Arezzo neopromosso in B, non aver creato neanche un'occasione nella ripresa, è un segno incoraggiante?